Il nuovo presidente del comitato: "Però possiamo dare alcune prescrizioni". Tutta la procedura si dovrà concludere entro la fine di marzo Gli enti locali convocati per oggi ma diserteranno per protesta.
«Non dobbiamo abbassare la guardia e non cedere ai ricatti occupazionali. Nessuno sconto, ma subito un’azione congiunta affinché in poco tempo si possa raggiungere l’obbiettivo dell’abbattimento delle emissioni di diossina e si possa procedere alla bonifica dell’area».
«Non siamo convinti dal limite di 1 nanogrammo di diossina posto come pregiudiziale dalla Regione Puglia per concedere l'AIA. Perchè non richiedere l'adozione dei limti europei?».
22 ottobre 2008 - Roberto Petrachi
Emissioni industriali, rischio cancerogeno, mutageno, teratogeno e neurotossico
PeaceLink ha elaborato una mappa delle zone dove di concentrano le emissioni di diossina, mercurio, IPA, benzene, PCB, arsenico e piombo. Che fare? Una proposta di intervento è quella di intervenire nelle AIA, le autorizzazioni integrate ambientali in discussione al Ministero dell'Ambiente e presso le Regioni.
L'associazione invita il ministero dell'Ambiente a tenere conto della decisione dei giudici. L'avv. Curci: “La sentenza di Appello ha confermato integralmente quella di primo grado e, addirittura, la ha aggravata”.
13 ottobre 2008 - Anna Caiati
L'Ilva chiede a Taranto un limite di diossina a 3,5 nanogrammi a metro cubo. Ma in Friuli Venezia Giulia il limite è 0,4: ossia oltre 8 volte di meno
La diossina di Taranto è un contaminante nazionale. Per PeaceLink il potenziale cancerogeno e genotossico della diossina dispersa nell'ambiente è questione globale perché entra nella catena alimentare. Se l'Ilva continuerà a rifiutare il confronto pubblico, noi continueremo con la nostra azione di sollecitazione
Da Palazzo di Città appoggio alla linea regionale: «Dobbiamo recuperare il tempo perduto, la diminuzione dell'inquinamento fatta registrare dagli ultimi rilevamenti ancora non basta». La Provincia: «Lo stabilimento siderurgico dell'Ilva deve diventare il più compatibile d'Europa».
Dopo un incontro tra Fabio Riva e il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, è emerso che il siderurgico di Taranto ha deciso di anticipare di tre mesi gli interventi per diminuire l'inquinamento.
La relazione che la Regione Puglia ha presentato ai Ministri dell’Ambiente e a quello dello Sviluppo Economico evidenzia in maniera molto chiara che non sussistono le condizioni per rilasciare all’ILVA l’AIA.
Diossina e fumi dell'Ilva: occorre un monitoraggio continuativo anche notturno sulle emissioni diffuse e fuggitive. L'Arpa Puglia sta svolgendo un lavoro estremamente impegnativo. Ora spetta alla politica il compito di protestare e di indignarsi.
Il cronoprogramma di adeguamento dell’Ilva, in alcuni casi, arriva fino al 2014. Accade per la diossina. Ci piacerebbe sapere cosa ne pensano Governo, Regione Puglia, Provincia e Comune di Taranto?
Sono stati finalmente pubblicati sul sito del Ministero dell'Ambiente i cronoprogrammi delle aziende per l'AIA relative all'accordo di programma che interessa l'area industriale di Taranto. Peacelink: «Non sia concessa alcuna Autorizzazione Integrata Ambientale all'Ilva, il cronoprogramma ILVA è una vera delusione. E' un mero elenco di informazioni tecnico-progettuali che non specificano in che misura esse hanno abbattuto o abbatteranno le emissioni».
Il Presidente ha inviato al presidente del Gruppo Ilva, una lettera sulla questione dell’accordo di programma per la riduzione dell’inquinamento emesso dall’impianto siderurgico di Taranto. Vendola: «Occorre che l’Ilva non giochi su tavoli diversi e capisca che non c’è più tempo da perdere, Le chiedo perciò parole di serietà che chiariscano gli impegni e, mi auguro, tranquillizzino tutti noi».
Apprezziamo la missiva con la quale il Presidente Vendola invita l'ing. Riva a spiegare le vere ragioni che hanno spinto l'azienda a adottare un atteggiamento che non lascia presagire nulla di buono. Ci aspettiamo che il Comune e la Provincia di Taranto prendano una posizione netta su quanto accaduto
Il Pdci: le dure parole dell’Assessore Losappio in merito agli ultimi dati sul monitoraggio della diossina, dati che potrebbero seriamente compromettere l’AIA per il siderurgico da parte della Regione, fanno pensare ad un cambio nella filosofia di pensiero fin qui adottata dai big politici del territorio.
«A questo punto, senza voler criminalizzare alcuno, chiedo con forza che la questione ambientale di Taranto (città in cui aumentano le patologie tumorali) diventi un fatto di rilevanza regionale».
L’agenzia regionale, in occasione di Mediterre, ha organizzato un convegno sulle problematiche ambientali di Taranto e le possibili strategie da adottare.“Per proporre delle soluzioni c’è la necessità di individuare con precisione chi inquina e in quali percentuali. Questo si potrà fare in modo completo solo quando sarà creato un centro di ricerche permanente su Taranto, che garantisca un monitoraggio costante”
Il vergognoso caso dell'Ilva di Taranto, con i suoi 93 grammi annui di diossina e 1.385 kg di mercurio all'anno emessi nell'aria e con i 665 kg di mercurio versati nel mare (comunicati dall'ILVA al Ministero dell'Ambiente) potrebbe trovare una soluzione proprio grazie alla normativa europea.
Ben ha fatto l'assessore all'Ambiente Losappio a ribadirlo nel corso del convegno, organizzato dall'Arpa Puglia, in occasione di "Mediterre": "A Taranto, l'Ilva, deve adeguare i propri impianti se vuole ottenere l'Autorizzazione Integrata Ambientale
braccio di ferro tra Regione e gruppo Riva. L'assessore regionale all'Eologia Michele Losappio: «Ci vuole l'adeguamento degli impianti alle norme Ue per l'ok, l'autorizzazione ci sarà solo con la riduzione dei veleni. L'azienda deve dichiarare di quanto e in che tempi intende ridurre le emissioni rilevate dall'Arpa
«Se non ci diranno quando e come verranno ridotte le emissioni di diossina, daremo parere negativo all'Aia, necessaria per proseguire l´attività» attacca l´assessore Losappio. «La nostra valutazione si baserà unicamente sui dati ambientali e su quello che prevede la legge» dal ministero.
Sette mosse, sette riunioni al Ministero dell’Ambiente per seguire passo passo l’applicazione dell’accordo di programma sull’ambiente. Quello firmato qualche settimana fa alla Regione e grazie al quale dovrebbe essere possibile entro un anno ridurre drasticamente le emissioni di diossine, con il conseguente rilascio alle aziende dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. Al tavolo del ministero sono chiamate tutte le grandi realtà industriali sulle quali pesa la responsabilità di adeguare gli impianti per abbattere l’inquinamento: Ilva, Eni, Edison, Cementir, Sanac ed anche l’Amiu, chiamata in causa per il funzionamento dell’inceneritore.
Valori quasi raddoppiati. Si è passati dai 4 nanogrammi per metro cubo d’aria del giugno 2007 agli 8 circa del febbraio di quest’anno. L'annuncio dell'Assessore Losappio: AIA negativa all'ILVA se non si riducono le emissioni inquinanti.
"Poiché solo le prescrizioni derivanti dall'AIA possono rendere obbligatorio il campionamento in continuo abbiamo da lungo tempo considerato l'AIA lo strumento strategico per rendere obbligatorio un controllo che la città non può più "elemosinare" dall'Ilva su "appuntamento".
10 aprile 2008 - Peacelink - Comitato per Taranto - UIL Taranto
Il commissario Ue all’Ambiente, Dimas, accenna alla possibilità di sanzioni con la procedura di infrazione. Vernola: «Il siderurgico di Taranto inquina a livelli insopportabili. E' un ecomostro dei peggiori in Europa, se non al mondo».
Ad aprile 2026 il canale pubblico che ripubblicava il dato orario del benzene a Taranto — misurato ogni ora, anche da dentro l'area industriale — si è interrotto. Il dato non ha smesso di esistere. Semplicemente, chi quell'aria la respira non lo vedeva più. Nessun annuncio, nessuna spiegazione.
24 luglio 2026 - Nicolas Moerynck (Ideatore della app TarantoRespira)
The Black Sea, always a vital commercial artery for both countries, has transformed into a theatre of war where military attacks, economic reprisals, and a growing threat to global food security intertwine.
L’International Physicians for the Prevention of Nuclear War (IPPNW) – in italiano Medici Internazionali per la Prevenzione della Guerra Nucleare – è la principale organizzazione medica internazionale dedicata all’eliminazione globale delle armi nucleari.
Il Mar Nero, da sempre arteria commerciale vitale per entrambi i paesi, si è trasformato in un teatro di guerra dove si intrecciano attacchi militari, ritorsioni economiche e una crescente minaccia alla sicurezza alimentare globale.
Il collegamento satellitare tra Usa e Urss. La consegna del premio “Beyond War” ai rappresentanti statunitense e sovietico della neonata IPPNW. Le parole di due medici, americano e sovietico. Vademecum di idee e direzione di azioni in una lotta sempre aperta e obbligata.
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